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Azioni Usa ai massimi, ma il clima è negativo

L’economia americana è cresciuta nel secondo trimestre ad un passo più rapido di quanto inizialmente anticipato.

a cura della redazione Volcharts.com

La revisione finale del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, mette in evidenza come il Pil, nel secondo trimestre abbia segnato un +1,4%, rispetto al +1,1% della lettura intermedia del mese scorso e il +1,2% di quella preliminare. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano una revisione al rialzo dell'1,3%. L’economia, però, cresce meno del 2% da tre trimestri consecutivi. L'attuale ritmo di espansione è il più debole dal 1949. Nel 2015 la crescita era stata del 2,6%, l'anno migliore dal 2006, sopra la media del 2,1% all'anno registrata dal 2010, il primo anno intero dopo la recessione.

L’indice S&P 500 è salito vicino a livelli record, ma questo fenomeno non sembra accompagnato da un aumento evidente dell’ottimismo sulle future sorti delle società. Questo, però, non sembra tradursi in una sensazione ottimistica. Anzi, il rialzo dell’Sp 500, in un certo senso, sembra quasi un paradosso.

Tony Finding, co-gestore del fondo multi-asset M&G Dynamic Allocation, ritiene che anziché essere alimentata artificialmente dal denaro facile, come credono in molti, la performance dell’indice S&P 500 potrebbe riflettere in parte una risposta ritardata all’incremento significativo dei profitti aggregati sul mercato dalla grande crisi finanziaria. Se questo rialzo dei profitti in effetti ha contraddetto il pessimismo di molti investitori riguardo al medio termine, si può pensare che le buone notizie sugli utili non siano state interpretate razionalmente in questo regime di umore negativo. È probabile che queste informazioni saranno scontate lentamente, dato che gli investitori sono rimasti attaccati alle previsioni negative pur trovandosi di fronte sorprese positive.

Finding spiega che il tempo necessario per un cambiamento di umore di fronte all’evidenza è uno dei motivi per cui si instaurano le tendenze di prezzo.
Questa tensione interna che sentiamo come esseri umani quando le nostre amate convinzioni vengono messe in dubbio nella psicologia comportamentale si chiama dissonanza cognitiva. Vista in questo modo, la dissonanza cognitiva aiuta a spiegare il motivo per cui l’indice S&P 500 sta toccando livelli record a dispetto del clima negativo ampiamente diffuso. Sarebbe insolito per un mercato rialzista esaurirsi quando c’è un pessimismo così evidente, ma potremmo non essere in un mercato rialzista, nonostante i prezzi in ascesa. Forse un vero mercato toro richiede non solo prezzi in rialzo, ma anche il passaggio da un regime di umore pessimista a uno ottimista. Cosa potrebbe provocare questa svolta? Considerando quanto incidono sul nostro umore gli effetti di feedback dei prezzi, un balzo in avanti delle quotazioni azionarie dal punto attuale potrebbe cambiare repentinamente la percezione del rischio degli investitori, creando una serie di condizioni più simili a quelle dei mercati azionari rialzisti del passato.  Il sentiment potrebbe cambiare anche solo perché gli investitori si convincono che i bassi tassi d’interesse in realtà potrebbero essere pienamente compatibili con risultati ragionevoli in termini di utili.

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