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Scoppio o non scoppio?

Ci si dichiara spesso Eurofobici non per l’ Unione europea, ma in quanto contrari ad una moneta. Detto questo è anche fuori di dubbio che l’Euro ha protetto l’Italia e i paesi “eurodeboli” dal grimaldello dello spread, in virtù dell’appartenenza ad un’area comune, anche se non ha ancora spiegato bene il rapporto causa effetto favorevole agli asset più rischiosi, visto che i dati economici reali e della disoccupazione leggono una situazione profondamente diversa, in risposta alla quale i tassi, in Europa, dovrebbero andare invece da tutt’altra parte.

In virtù di questo, é’ strano, non di meno al limite del paradosso, che strumenti relativamente pericolosi come i titoli pubblici, siano improvvisamente diventati un porto sicuro verso cui far approdare ingenti capitali, tanto che, è il caso della Germania, gli investitori sono disposti a pagare per lasciare i soldi nelle casse del Bundestag, spuntando di fatto rendimenti negativi.

Le opinioni più diffuse vedono le azioni fare meglio dello obbligazioni sul breve periodo, fatto scombussolato negli ultimi giorni per l’effetto Brexit.

Anche se il Dow Jones e l’S&P500 stazionano a ridosso dei massimi storici, sembra che per questi ci siano ancora margini per ulteriori apprezzamenti per una assoluta condivisione della percezione dominante; al contrario è lecito pensare che l’artificiosa tenuta dei prezzi obbligazionari, garantita dall’assorbimento della Banche Centrali, stia iniziando a diventare un serio pericolo, tant’è che grossi gestori specializzati su titoli di debito, ringraziano baciandosi i gomiti per quest’innaturale comportamento.

Gli specialisti lo hanno compreso da tempo; una siffatta situazione non può protrarsi per molto tempo e per i piccoli investitori è saltata drammaticamente la percezione del rischio, difficile da intercettare in una fase in cui l’andamento dei mercati è incoerente con le variabili economiche più importanti.

In virtù di questa considerazione è concreto il rischio di assistere a violenti ripieghi dei prezzi obbligazionari, peraltro già in corso. Lo scenario generale, insomma, è nuovo e inesplorato, saltato di bolla in bolla è entrato ora in quello delle metabolle, con l’affannosa rincorsa delle autorità finanziarie ad impedirne la deflagrazione.

Tutto in amletica disposizione, con tanto di teschio, a sostenere il dilemma... "scoppio o non scoppio?"

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a cura della redazione Volcharts.com

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