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Post Brexit: alla fine Londra non rimpiange la scelta.

La Brexit è stata un bene o è stata un male? Forse è tempo di iniziare ad effettuare un po’ di considerazioni.

a cura della redazione Volcharts.com

La decisione di uscire dall’Europa, per il momento non pesa eccessivamente sui prezzi delle case in Gran Bretagna. La Nationwide Building Society ha messo in evidenza che l'aumento è stato dello 0,6% rispetto a luglio e di ben il 5,6% rispetto ad agosto 2015, superando le attese degli analisti. Negli ultimi tre mesi l'incremento registrato è stato dell'1,1%. Sicuramente questo dato è andato contro tutte le previsioni pessimistiche del post referendum, anche se non tutte le statistiche sono uniformi.

Le cifre fornite dalla Bank of England indicavano a luglio un calo nella concessione di mutui ai minimi degli ultimi 18 mesi e gli esperti del mercato immobiliare mettono in correlazione l'aumento dei prezzi con la diminuzione dell'offerta di case sul mercato. Buone notizie arrivano anche dal fronte bar e ristoranti in Gran Bretagna. Stando a quanto riporta il Times, che a sua volta cita un rapporto della Cbi, la confindustria britannica, l'industria dei servizi - che rappresenta l'80% dell'economia nazionale - si è ulteriormente rafforzata negli ultimi tre mesi, anche dopo quindi il referendum che il 23 giugno ha sancito l'uscita del Paese dall'Ue. E a fare la parte del leone è proprio il settore dell'accoglienza, con Londra in particolare che è meta di un numero sempre maggiore di turisti.

Segnali positivi che sono confermati da un rapporto di Lloyds Bank sulla fiducia dei consumatori rispetto alla loro situazione finanziaria, ai massimi dal 2011. Ma andiamo a vedere, invece, cosa accade nei mercati finanziari. Se le prime sedute dopo il referendum sembravano caratterizzate da uno sfacelo totale e completo, oggi, a due mesi di distanza dal voto, le cose sembrano essersi messe a posto. Gli indici azionari negli USA sono ai massimi di sempre. La stessa cosa è possibile dirla per gli emergenti, i cui mercati finanziari segnano il livello più alto da un anno a questa parte. Anche le Borse europee si sono riprese. Quella di Londra segna un rialzo del 6,5% rispetto al giorno del referendum sulla Brexit, ai massimi da 14 mesi. E’ vero, comunque, che nessuno poteva aspettarsi un rimbalzo così immediato e virulento dell’indice manifatturiero britannico, che dopo essere sceso ai minimi da 3 anni a luglio a 48,2 punti, ad agosto è balzato a 53,3 punti, registrando l’impennata più cospicua da quasi 25 anni, trainato dagli ordini, i quali si stanno giovando del tracollo della sterlina.

La valuta UK ha perso quasi il 12% contro il dollaro rispetto al 23 giugno scorso e ciò sta rilanciando la competitività dell’industria nazionale, turismo compreso, come dimostra il boom degli acquisti e delle prenotazioni a Londra da parte di stranieri in questa estate. Ma non solo: i consumatori britannici mostrano di avere recuperato parte della fiducia persa a seguito della Brexit. Cosa che non sta accadendo nel resto dell’Europa: in Italia questa scende tra famiglie e imprese. Se Londra ad agosto segna un aumento dell’indice di 3,2 punti a 109,8, dimezzando le perdite precedentemente accumulate con il voto per l’uscita dalla UE, nel nostro paese la fiducia dei consumatori passa da 111,2 a 109,2 e quella delle imprese scivola da 103 a 99,4.

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