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L’investimento perfetto? Ecco dove guardare

Quali possono essere le aspettative per gli investitori? Dove possono guardare per far fruttare i propri risparmi? Proviamo a dare un occhiata a quanto sta avvenendo nel mondo, in modo da poterci fare un’idea abbastanza completa.

a cura della redazione Volcharts.com

Iniziamo con il sottolineare che nello scenario globale e italiano prevalgono segnali di tenuta. L’incertezza politica rimane molto elevata, a causa sia delle incognite della Brexit (una partita difficile e tutta da giocare) sia degli appuntamenti elettorali europei; però qualche fonte di instabilità, effettiva o potenziale, è venuta meno. Soprattutto, i dati quantitativi e qualitativi puntano a una crescita senza cedimenti, in alcuni casi perfino con maggior slancio, anche se a livello mondiale è modesta e molto difforme tra paesi, specie europei. Nel complesso, l’aumento della domanda internazionale resta fiacco, sebbene con una ricomposizione geografica più favorevole: verso USA e UE, mercati noti e vicini rispetto agli emergenti.

Il Centro Studi Confindustria mette in evidenza che nell’Eurozona l’indice PMI composito è salito a 53,7 in ottobre (da 52,6 in settembre; stima flash), massimo nel 2016. L’attività ha accelerato sia nel terziario (PMI a 53,5 da 52,2) sia nel manifatturiero (a 54,4 da 53,8). Gli aumenti robusti di ordini e posti di lavoro suggeriscono un’espansione solida nell’ultimo quarto 2016. Il dato è coerente con una crescita del PIL dello 0,4% nel 4o trimestre sul 3o.
Rimane una forte disomogeneità tra paesi: accelera la Germania (PMI composito a 55,1 da 52,8), rallenta la Francia (52,2 da 52,7) e prosegue su bassi ritmi il resto dell’Area. Si è rafforzata la fiducia di consumatori (+0,2 punti in ottobre) e imprese, specie nell’industria (+2,6 in settembre, al top da luglio 2011). Ciò è in linea con gli aumenti, in agosto, della produzione industriale (+1,6%) e dell’export (+1,7%). In prospettiva, le politiche di bilancio saranno sostanzialmente neutrali e gli stimoli del QE ancora invariati. Resta alta l’incertezza politica legata al referendum costituzionale italiano e al cammino di uscita del Regno Unito dall’UE. Secondo il CSC, rallenta l’espansione dell’occupazione negli USA: creati a settembre 156 mila nuovi posti nel settore non agricolo (192mila in media al mese nel 3° trimestre, 146mila nel 2°).

La crescita dei salari orari (in aumento del 2,6% in media al mese nel 3° trimestre) sostiene i redditi e quindi i consumi. Torna positiva a settembre (+0,6%) la variazione delle vendite al dettaglio. La fiducia delle famiglie mostra invece un ripiegamento: l’indice del Conference Board scende a 98,6 in ottobre (103,5 in settembre), restando su livelli alti. Aumentano i nuovi ordini: la componente dell’indice ISM in settembre è salita di 6 punti rispetto al mese precedente nel manifatturiero e di 9 nei servizi. Il PIL è atteso accelerare nella seconda metà dell’anno, grazie all’avvenuto aggiustamento delle scorte e al rimbalzo degli investimenti residenziali. Continuano ad aumentare le vendite di nuove case: oltre 570mila al mese da gennaio ad agosto del 2016. Si rafforza la ricchezza immobiliare delle famiglie: l’indice dei prezzi Case-Shiller è aumentato del +4,3% nei primi otto mesi 2016 rispetto al 2015.

Il Centro Studi Confindustria ritiene che si consolidano le dinamiche economiche nei BRIC: in ottobre l’anticipatore OCSE ribadisce la stabilizzazione della crescita in Cina e il trend positivo indiano, oltre al miglioramento del quadro in Brasile e Russia. In Cina i dati mostrano crescita del PIL stabile al +6,7% annuo per il 3° trimestre consecutivo. In rallentamento la produzione industriale salita in settembre del 6,1% annuo (dal 6,3%) mentre accelerano gli investimenti (+9,0% annuo da +8,2%). In India segnali contrastanti: la produzione industriale cala ancora (-0,7% annuo ad agosto, da -2,5%); aumenta l’export (+4,6% su base annuale in settembre). Il Brasile attraversa una fase dagli esiti ancora incerti: resta elevata l’inflazione seppure al livello più basso da 16 mesi (+8,5%) e migliora ancora la fiducia dei consumatori (80,6 a settembre, il massimo da 20 mesi); debole la produzione industriale (-7,6% annuo in agosto).
In Russia migliorano le condizioni: il PMI del manifatturiero sale a 51,1 in settembre (50,8 di agosto).

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