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Il rischio latente dei titoli governativi.

Questa settimana la Bundesbank, la più influente banca centrale nazionale dell’eurozona, ha tirato un grosso sasso nello stagno, dichiarando che le obbligazioni governative dei paesi in difficoltà finanziarie, dovrebbero contenere delle clausole che rallentino automaticamente il rimborso agli investitori.

Ovviamente il rimborso nei tempi previsti non può essere assoggettato al più classico dei default, ma gli inyyvestitori non percepirebbero una grande differenza, sostenendo che sia la stesau cosa.

Con quasi 10 miliardi di dollari di titoli di debito nel mondo che pagano meno di zero, gli investitori a caccia di un rischio sempre più basso, stanno perdendo un sacco di soldi, specie se i tassi dovessero salire.

Ma ci può essere un rischio ancora più grande se i governi decidessero di annullare le obbligazioni detenute dalle loro banche centrali?

In teoria, cancellando i titoli che sono nella pancia delle banche centrali nazionali, non si dovrebbe avere alcun effetto, che risulterebbe invece in capo agli investitori privati. Tuttavia i governi sarebbero choamati in causa qualora si dovesse arrivare ad una vera e propria ristrutturazione del debito, che è un modo soft di definire un default “sovrano”.

Gli investitori obbligazionari sono già affetti da una sorta di “psicosi di massa". I rendimenti non sono per il momento destinati ad aumentare, come fa rilevare un panel di 72 manager sul fixed income intervistati il mese scorso da Bank of America.

Il rendimento del decennale tedesco è passato ne giro di una settimana dal -0,189%, allo 0,006& dello scorso venerdì, così che deteneva Bund in scadenza a febbraio 2026 ha visto il crollo dei loro titoli fino a 105.37, rispetto ai 106.68 della precedente settimana. Ciò vuol dire una perdita dell’ 1,22% su movimenti di tasso quasi impercettibili, per tioli che dovrebbero invece dare sicurezza agli investitori.

Inoltre, se il rendimento dei titoli tedeschi in vigore all’inizio del 2016, pari allo 0,5%, dovesse annullarsi con discesa dei prezzi fino al nominale, si avrebbero perdite significative.

In pratica il mercato obbligazionario ci sta dicendo che ci sono poche prospettive di un'accelerazione dell’inflazione, con rischio di ulteriore schiacciamento dei rendimenti futuri verso i minimi storici, praticamente in tutto il mondo.

Il finale di partita per questa incursione globale nella politica monetaria non convenzionale è la distruzione del debito sovrano. Se le banche centrali non possono stimolare sufficientemente l'inflazione per ridurre l'onere reale del debito sovrano, attraverso i vari bazooka, QE e QQE, il risultato che sembra sempre più probabile, sarà semplicemente la distruzione del debito, attraverso l’annullamento dei titoli governativi.

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a cura della redazione Volcharts.com

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