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Brexit o non Brexit: questo è il vero problema

Un treno senza fermate verso la Brexit? Sembrerebbe voler andare avanti senza girarsi indietro: stiamo parlando di Theresa May, che in una telefonata alla cancelliera tedesca Angela Merkel, ha voluto rassicurare sulle intenzioni della Gran Bretagna e sulla volontà di proseguire nel percorso di uscita dall’Europa.

a cura della redazione Volcharts.com

"Non facciamo commenti sulle procedure legali interne di uno stato membro". Si è espresso in questo modo, invece, il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas. Ha poi aggiunto che “non sta a noi fare speculazioni sul fatto che la sentenza possa accelerare o rallentare tale procedura”. Inoltre ha sottolineato che non è stata la Commissione a chiedere una pronta notifica ma tutti gli altri 27 stati membri nella più alta istanza ed ha ricordato che sarà il Parlamento Europeo a doversi esprimere sull'accordo finale per la Brexit.
All’interno del Regno Unito, comunque, non tutti sembrano uniti e non tutti sembrano voler proseguire sulla strada dell’uscita dalla Brexit. La Scozia potrebbe prendere parte alla battaglia legale dell'attivista pro Ue Gina Miller schierandosi contro il governo britannico nell'appello di fronte alla Corte suprema. Ad Edimburgo si starebbe già discutendo della possibilità di avviare uno scontro che potrebbe portare alla divisione del Regno Unito.

Il leader scozzese Nicola Sturgeon ritiene che il verdetto dell'Alta corte, che ha dato torto all'esecutivo di Theresa May, rivela uno stato di caos e confusione totale nel governo di Londra. Il deputato conservatore Stephen Phillips ha annunciato le sue dimissioni per protesta contro la gestione troppo dura della Brexit da parte del governo di Theresa May. Il parlamentare euroscettico considera tuttavia giusta la decisione della Corte suprema di far esprimere Westminster e afferma che ci sono differenze insuperabili rispetto alla politica dell'esecutivo e che non è più in grado di rappresentare i suoi elettori ai Comuni.

Gli anti-Brexit hanno sempre sostenuto che lasciare l'Unione senza prima aver consultato la Camera dei Comuni e quella dei Lord avrebbe rappresentato una violazione dell'accordo con cui, nel 1972, il Regno Unito aveva aderito alle comunità europee. Ora i giudici hanno confermato che, essendo il referendum solo consultivo, non si può prescindere dal voto del Parlamento.

Il dibattito, comunque, prosegue anche sulla carta stampata, che ha deciso di attaccare il verdetto dell'Alta corte sulla Brexit. Il filo conservatore Daily Mail titola in prima pagina i “nemici del popolo”, riferendosi ai tre giudici che hanno ribadito la piena sovranità del Parlamento di Westminster nell'attivare l'iter di uscita dall'Ue. Il Daily Telegraph, quotidiano vicino ai Tories tuona “i giudici contro il popolo”, in un lungo editoriale critica la magistratura di sua maestà, e in prima mette il leader dell'Ukip Nigel Farage, che invoca elezioni anticipate. Il Sun invece prende di mira Gina Miller, l'imprenditrice che ha guidato la campagna per il ricorso contro il governo, e con un gioco di parole con la sigla Ue al posto della parola "tu", titola: "Chi ti credi di essere?".

 

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