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BREXIT, il metro impreciso dei mercati finanziari

L’approssimarsi del referendum britannico sulla permanenza in Europa ha gettato gli operatori finanziari nella più estrema incertezza. Sebbene i mercati finanziari abbiano già in parte avvertito le conseguenze di un’uscita del Regno Unito dall' UE, potrebbero essere in agguato nuove e più forti turbolenze semmai le urne conclamassero questo risultato. 

E’ nostra convinzione che i mercati dovranno fare i conti con almeno due grossi problemi legati al BREXIT

Il primo è che i mercati finanziari hanno un metro di valutazione dei rischi politici molto grezzo e approssimativo, guardando più ai rischi e alle variabili di natura finanziaria, come tassi ed inflazione. Per cui, come Soros ha sempre sostenuto, tendono sempre a sbagliare,

Il secondo è insito proprio nell’ aleatorietà e nell'estrema variabilità dei sondaggi. 

A scanso di equivoci e prendendo con le pinze i sondaggi elettorali, prevediamo che i mercati del Regno Unito, dalle obbligazioni alle azioni, possano comunque non aver ancora pienamente scontato il risultato referendario, qualunque esso sarà. 

In virtù di questo, nel caso prevalga la scelta dei britannici di voler uscire dall’aggregazione europea, i  mercati finanziari globali avranno una pericolosa sbandata, con revisione al ribasso del merito creditizio del paese. 

La valuta britannica potrebbe acuire la discesa fin qui vista dall’ inizio dell’anno, scontata per il rischio Brexit, ma anche per il fallimento della politica monetaria della BCE in tema di inflazione e tassi. Tutto il settore finanziario, che solo su Londra occupa oltre 400.000 persone ripartite tra le maggiori banche del mondo e che risulta essere l’industria più redditizia della Union Jack, verrebbe messo sotto pressione dai mercati, poiché costretto a subire costi di transazione più elevati in tutta Europa rispetto alla media attuale del Mercato Europeo.

In ultimo, secondo il nostro modo di vedere, si alzerebbe un gran polverone in sede negoziale con i vecchi partners europei, che prolungherebbe per almeno un biennio l’esito negativo del voto referendario in cui la speculazione si inserirebbe provocando forti oscillazioni dei mercati finanziari. 

D’altro canto, vista la dinamicità del sistema finanziario britannico a rispondere alle sollecitazioni negative di qualunque natura, non verranno minimamente messe in discussione, la sua stabilità e affidabilità. 

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a cura della redazione Volcharts.com

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